"San Matteo e l'angelo" olio su tela 240x180cm

Il dipinto è stato eseguito nel 2011.
Un
bozzetto preparatorio, realizzato per il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, è stato il modello approvato ai fini  della realizzazione della grande tela sottostante.

Il 17 settembre del 2011, alla presenza di autorità civili e religiose, si è provveduto all'inaugurazione del quadro che è stato donato, con regolare atto e delibera di presa in carico, al Comune di Salerno. Quest'ultimo provvederà a collocare l'opera nell'Edificio "C" della costruenda Cittadella Giudiziaria, non appena questa sarà resa disponibile alla sistemazione degli arredi.

Dal 9 dicembre 2011 il "San Matteo e l'angelo" di Stefano Trapanese è traslocato dall' Archivio Storico Comunale alla VILLA CARRARA sita in zona orientale di Salerno.

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Gli orari di apertura della Villa Carrara sono i seguenti:

. tutti i giorni dalle 09:30 alle 12:30 (mar-mer-gio anche 16:00 - 18:50)
. inoltre, dal 17 al 23 dicembre 2011, aperti fino alle 20:00
. apertura anche sabato e domenica (17 e 18 dic) dalle 10:00 alle 13:00

ghirigori

SAN_MATTEO E L'ANGELO

ghirigori


" Il pittore Stefano Trapanese, ha inteso svolgere in questo recente dipinto di grandi dimensioni (olio su tela, cm 240x180), un personale omaggio al Protettore della Città di Salerno. Sin dagli esordi, la ricerca dell'artista salernitano si è indirizzata su di un tracciato figurale che predilige immagini di grande semplicità; un’esperienza creativa che attraversa la quotidianità di un rapporto con gli strumenti tradizionali della pittura. min_Ed_C_Androne_Nord.jpgÈ una figurazione, quella di Trapanese, che prova a pensare alla pittura quale proposta immaginativa per il nostro presente, difficilmente praticabile dalle esasperate virtualità della fotografia digitale, dominante oggi il panorama dell’arte contemporanea. La soluzione “compositiva” individuata dall’artista, nella serrata partizione spaziale aperta ad attraversamenti di piani luminosi, intende suggerire una possibilità del “sacro” che cerca di dare risposte alle inquietudini dei nostri giorni, nella rivelazione di un “valore” di testimonianza civile. L’intento dell’artista, infatti, oltre il riferimento religioso che rimane fondamentale, appare legato alla destinazione pubblica, immaginata per un luogo preciso:Edificio C Cittadella Giudiziaria il Padiglione “C” della costruenda Cittadella Giudiziaria (vedi punto ROSSO nella mappa sopra riportata), dunque in una delle maggiori architetture della nuova Salerno, quale riconoscimento dell’Apostolo Matteo come Protettore e punto di riferimento dei valori costitutivi di una comunità, che saldano l’identità di Salerno al “suo” Santo. Il “San Matteo” di Trapanese è interpretato secondo caratteri ritrovati nella Storia dell’arte, guardando al Seicento italiano, in particolare, al Caravaggio, nel riferimento al carattere “umano” più che “sovrannaturale” delle figure, come sottolinea la condotta più articolata nei volti, evidenziata dall’uso delle velature ad olio, che si elevano sensibilmente rispetto di altre parti dove la pittura appare deliberatamente semplificata.
Immagine%20630.jpgIl dipinto rappresenta, infatti, un uomo anziano, vestito alla “apostolica”, in una tunica purpurea e in stola gialla; sullo sfondo (dove si riconosce l’altare centrale della Chiesa di Sant’Apollonia a Salerno), lo spazio vuoto, dominato dalle tenebre, è attraversato da due fonti luminose provenienti da destra (cero) e da sinistra in basso. Il Santo siede davanti ad un tavolo ed è intento a scrivere il Vangelo. A destra, in piedi su di uno sgabello, un angioletto richiama la sua attenzione verso la fiamma di un cero sorretto da un candelabro. La presenza dell’angelo (che è anche il simbolo iconografico del Santo), che indica verso la luce, allude al fatto che egli è ispirato da Dio. Matteo è rappresentato non più giovane, ad intendere, come sottolineano i testi agiografici, che la sua vocazione era giunta in età avanzata; il volto è grave, indurito da una vita passata nell’attaccamento ai beni materiali. Infatti, dai Vangeli (Matteo 9, 9-13; Marco 2, 13-17; Luca 5, 27-32), sappiamo che prima della conversione Matteo – Levi che era il suo nome ebraico –, era un “pubblicano”, vale a dire un esattore delle tasse per conto dei Romani, ed era quindi considerato un traditore del suo popolo, un peccatore al servizio dei dominatori pagani."

il critico d'arte
Marco Alfano

marco alfano